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L'attuale chiesa deve il suo impianto fondamentale ad una grande campagna di lavori promossa dai Canonici Lateranensi - succeduti all'Ordine dei Canonici di S.Croce di Mortara, che erano stati presenti dal 1127 al 1470 - lavori che iniziarono intorno al 1486 e si conclusero ufficialmente con la consacrazione della chiesa avvenuta il 15 gennaio 1545.

I documenti conosciuti e gli scavi archeologici compiuti nei primi anni '70 hanno portato alla luce, sotto la pavimentazione attuale, una chiesa preromanica ad aula munita di una grande abside del diametro di circa otto metri risalente al secolo VIII ed una seconda con impianto triabsidale del X-XI secolo.

L'edificio superiore si sviluppa su tre navate con 12 cappelle laterali, è un buon esempio di tardo-gotico lombardo e possiede una grande ricchezza artistica, pur mantenendo una singolare sobrietà.

Già la facciata, osservandola con attenzione, ci aiuta a capire il motivo dell'entrare, perchè ciascuno di noi viene introdotto essenzialmente nell' ASCOLTO: in alto, ai lati del portale recentemente restaurato, i due splendidi tondi raffigurano l'Annunciazione, l'angelo che reca a Maria la proposta di Dio di fare di Lei la Madre del Suo Figlio e la Vergine pronta ad accogliere la Parola incarnata e donata al mondo. Le fasce laterali, ormai alquanto degradate, rappresentano invece gli Apostoli.

Entriamo, fermandoci ad ammirare la pregevole bussola lignea del sec. XVIII il cui restauro si è concluso nel 2009, riportandola ad uno splendore che era difficile immaginare, e iniziamo la nostra visita dirigendoci a destra.

La vista di profondità della navata è imponente, arriva fino alla grande tela posta al fondo, ma già la prima cappella merita di soffermarsi  a lungo. Vi troviamo infatti, in tutta la sua solennità, il grande crocifisso del XVIII sec. con ai lati Cristo giudicato nel Sinedrio (metà del XVII sec.) e  Cristo deposto dagli angeli  (di Luca Cambiaso,  fine XVI sec.).  Vi è quindi, appena entrati in chiesa, una proposta di riflessione sul significato della passione e morte del Signore Gesù (questa cappella è infatti indicata in particolare per la preghiera comunitaria del Venerdì Santo), mentre ci si avvia verso il cuore dell'edificio, che è l'altare posto in presbiterio, dove si celebrerà invece, nell'Eucaristia domenicale, la Resurrezione! Ancora nella prima cappella vi è la lastra tombale di Federico Dal Pozzo con l'iscrizione originale che reca la data del 1380.

Nella seconda cappella un delicato affresco (completamente restaurato in questo primo decennio del XXI secolo che ha portato a conclusione molti dei lavori iniziati negli anni precedenti), di Raffaele Angelo Soleri, artista alessandrino, raffigura la Madonna con Gesù Bambino e S. Onofrio, insieme a S. Giovanni Apostolo e al piccolo Giovanni Battista. A destra dell'affresco una tela della scuola di Guglielmo Caccia (1620) che raffigura la Trinità e i SS. Giovanni Battista, Rocco, Carlo Borromeo e Onofrio, mentre a sinistra il monumento funebre di Vespasiano Aulari (1592).

Alcune cappelle hanno variato nel tempo la loro dedicazione, mentre alcune attendono la ricollocazione soprattutto di tele rimosse per i necessari restauri e tuttora in deposito. Così è per la cappella di Maria Ausiliatrice e per quella dell'immacolata Concezione, mentre è stato riposizionato, nella sesta cappella, il Sacro Cuore dell'alessandrino Francesco Mensi (1848).

Proprio dietro quest'ultima cappella, nella zona del transetto, una stupefacente rappresentazione della deposizione, il Compianto sul Cristo morto, gruppo in terracotta completamente restaurato, di plastificatore lombardo del 1530.

Accanto all'accesso secondario si trova il monumento funerario a Giovanni Angelo Inviziati, in marmo (1856), poi la navata di destra culmina con la grande tela centrale, la Madonna col Bambino, Giovanni Battista e due vescovi, e alcune tele pure di rilievo poste ai lati: San Lucio Papa, San Francesco Saverio morente, Sant' Antonio da Padova e di fronte, impreziositi dalla luce delle grandi finestre laterali, Nascita di S. Giovanni Battista e San Francesco di Sales.

Eccoci davanti alla zona del presbiterio:

 

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